Conto Termico 3.0: confermato il sistema della prenotazione per le PA
Il 22 ottobre 2026 la Conferenza Unificata ha sancito l’intesa sullo schema di decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica che corregge il Conto Termico 3.0 (DM 7 agosto 2025). Il correttivo conferma per le pubbliche amministrazioni l’accesso tramite prenotazione, che assicura l’impegno dell’incentivo prima dell’avvio dei lavori, e mantiene riservato a questa modalità fino al 50% delle risorse annue destinate alle PA.
Scarica la bozza dello schema di decreto (PDF, 14 ottobre 2026)
La prenotazione resta: attesa la riapertura
La prenotazione (art. 14, comma 2, lettera b, del DM 7 agosto 2025) permette alla pubblica amministrazione di chiedere l’incentivo prima dei lavori. La richiesta può essere presentata in presenza di una diagnosi energetica e di un atto che impegna l’ente a eseguire almeno uno degli interventi individuati, di un contratto di prestazione energetica (EPC) con una ESCO, oppure dell’assegnazione dei lavori con il verbale di consegna. Con l’accettazione il GSE impegna la somma come massimale e, all’avvio dei lavori, può erogare un acconto pari ai due quinti dell’incentivo (alla metà per gli interventi incentivati in due anni).
Dal 13 aprile 2026, quando il GSE ha riaperto il Portaltermico dopo la sospensione del 3 marzo, le richieste sono ammesse solo in accesso diretto, a lavori conclusi, e le prenotazioni sono ferme. Il correttivo conferma la prenotazione e ne fissa le regole: con la sua adozione è attesa a breve la riapertura dello sportello.
Come saranno ripartite le risorse
- Alla prenotazione resta riservato un impegno di spesa non superiore al 50% di quello previsto per le pubbliche amministrazioni (nuovo art. 3, comma 4). Viene invece eliminata la regola che oggi consente di presentare prenotazioni fino al sessantesimo giorno dopo il raggiungimento di questo contingente.
- Ciascuna delle due categorie, pubbliche amministrazioni e soggetti privati, ha una riserva minima di 300 milioni di euro l’anno; la parte restante del plafond complessivo, che resta di 900 milioni di euro, è contendibile tra le due.
- Quando gli impegni di una categoria raggiungono 600 milioni di euro, o il totale raggiunge 900 milioni, per i 60 giorni successivi sono ammesse solo richieste in accesso diretto (art. 3, commi 1 e 3).
Per il 2026 il decreto direttoriale MASE n. 72 del 10 aprile ha destinato 450 milioni di euro alle pubbliche amministrazioni e 450 milioni ai soggetti privati.
Chi ha diritto all’incentivo al 100%
In generale l’incentivo copre fino al 65% delle spese ammissibili (art. 11, comma 1, del DM). L’art. 11, comma 2, e le Regole applicative del GSE (paragrafi 4.2 e 12.11) portano la copertura al 100%, sempre entro i massimali per unità di potenza e di superficie, per:
- edifici di proprietà dei Comuni fino a 15.000 abitanti, utilizzati dal Comune stesso o da soggetti terzi non riconducibili a imprese per attività pubblico-sociali e servizi di interesse collettivo: impianti sportivi, teatri, musei, scuole, biblioteche, asili nido, servizi sociali;
- edifici pubblici adibiti a uso scolastico, di qualunque ente proprietario e senza soglie di popolazione; le università sono escluse;
- edifici pubblici di strutture ospedaliere e di altre strutture sanitarie del Servizio sanitario nazionale, comprese quelle residenziali, di assistenza, di cura o di ricovero, gli Ospedali di Comunità e le Case di Comunità (art. 48-ter del DL 104/2020).
Il correttivo mantiene il 100% per i piccoli Comuni solo per il primo intervento: per quelli successivi la copertura scende all’80%. Per scuole e strutture sanitarie pubbliche il 100% è confermato. Le richieste presentate fino all’entrata in vigore del correttivo, comprese le prenotazioni, mantengono il 100%.
Le altre novità per le amministrazioni
- Erogazione: in accesso diretto l’incentivo è pagato in un’unica soluzione solo fino a 50.000 euro; oltre questa soglia è erogato in rate annuali anche alle pubbliche amministrazioni.
- PA che svolgono attività economica: trascorsi 45 giorni dall’entrata in vigore sono ammissibili solo gli interventi che rispettano le condizioni del Titolo V del DM, dedicato alle imprese; per i lavori già avviati la richiesta preliminare va presentata entro lo stesso termine, a pena di inammissibilità.
- ESCO e partenariato: le ESCO sono comprese tra i soggetti privati di cui le amministrazioni possono avvalersi nel partenariato pubblico-privato; nella prenotazione basata su diagnosi e atto di impegno non è più necessario allegare lo schema tipo del contratto EPC.
- Mandatario all’incasso: il GSE potrà recuperare le somme indebitamente percepite anche dal mandatario, obbligato in solido con il beneficiario nei limiti degli importi riscossi.
- Diagnosi e APE: la diagnosi energetica prima dell’intervento e l’attestato di prestazione energetica dopo diventano obbligatori anche per la sostituzione degli infissi e per le schermature solari; oggi per questi interventi sono richiesti solo su edifici con impianti di riscaldamento da almeno 200 kW.
- Requisiti tecnici: per stufe e termocamini a biomassa è eliminato il requisito del rendimento superiore all’85%, restano i requisiti ambientali e cambiano le fasce del coefficiente legato alle emissioni di particolato; per schermature e filtrazione solare il fattore solare totale è riferito alla UNI/TR 12003 e calcolato secondo la UNI EN 410; per l’illuminazione le caratteristiche fotometriche, anche dei moduli LED, vanno verificate da laboratori accreditati ISO/IEC 17025.
Le richieste di Regioni ed enti locali
Regioni, ANCI e UPI hanno espresso avviso favorevole, accompagnato da osservazioni non vincolanti: tra queste, una quota minima garantita di 200 milioni di euro per le prenotazioni delle amministrazioni, la possibilità di presentare prenotazioni fino al trentesimo giorno dopo il raggiungimento del contingente (sessanta per il 2026), il 100% per i piccoli Comuni riferito a un intervento all’anno e l’eliminazione della soglia di 50.000 euro per il pagamento in unica soluzione. Il testo definitivo indicherà quali proposte sono state accolte.
Come prepararsi
Per presentare la prenotazione alla riapertura dello sportello servono la diagnosi energetica e l’atto di impegno dell’ente, oppure il contratto EPC o l’assegnazione dei lavori. VEE S.r.l. segue le amministrazioni dalla diagnosi energetica alla richiesta al GSE: nel 2026 le dieci richieste presentate per cinque Comuni piemontesi sono state tutte accolte, per 5,64 milioni di euro di incentivi.
Fonti: Bozza del decreto (PDF) ↓ · Conferenza Unificata, atto Rep. n. 144/CU del 22 ottobre 2026 ↗ · DM 7 agosto 2025, Gazzetta Ufficiale n. 224 del 26 settembre 2025 ↗ · GSE, Conto Termico 3.0 e Regole applicative ↗
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